Percorsi naturalistici “La boscosa valle di Cassiglio”

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La partenza

Dalla comunale della Valle di Cassiglio, poco sopra il lago omonimo (m 660; piccoli parcheggi), si segue sulla sinistra il Sentiero delle Orobie Centro Occidentali (segnavia CAI 101), l’alta via che contorna la testata della Valle Brembana e si unisce all’omonimo tracciato “orientale” tra i monti dell’alto Brembo di Carona. Su larga mulattiera gradinata si superano alcune villette per poi scavalcare il Canale del Grasso e fiancheggiarlo con una rapida salita nel bosco. All’apice di quelli che un tempo erano i prati del Grasso la mulattiera volge a Sud e assumendo gradualmente le fattezze di semplice sentiero pianeggia sino a raccordarsi con la pista agrosilvopastorale proveniente dalla località Linguastro.

La Baita Foièr e la testata di valle

Seguitala sino al suo attestamento (slargo) si raggiunge la località Ragnì, ove si lascia il Sentiero delle Orobie per quello che a sinistra sale alla Baita Foièr (indicazioni). Con rapide svolte, lungo un sentiero non segnalato ma evidente, si rimonta il boscoso versante, ove non è raro incontrare il camoscio. Le peculiari forme di tutela e gestione venatoria hanno da tempo fatto della Valle di Cassiglio una delle aree a più elevata concentrazione rupicaprina della bergamasca e uno dei siti ove la specie si presenta con singolari popolazioni a prevalente abitudine silvicola. Sottopassato un grosso e maestoso faggio, catalogato tra gli alberi monumentali della bergamasca, si giunge con un’ultima deviazione a sinistra alla Baita Foièr (m 1.235), posta su un dosso nei pressi di una delle rare venute d’acqua della montagna. Un tempo fulcro della seconda stazione dell’Alpe Fogliaro, da tempo abbandonata, è oggi adibita a confortevole bivacco. La radura permette di ammirare l’incombente parete Nord del Monte Venturosa, al cui piede s’adagia il ripiano che un tempo ospitava la stazione alta dell’Alpe Fogliaro. Ripreso il bivio poco sotto la baita, si prosegue sulla sinistra verso il Passo di Baciamorti, lungo un sentiero non segnalato che supera la sorgente e poi il Vallone, il primo di una serie di canali che solcano la testata valliva. All’altezza del secondo, oltre una diramazione per Cassiglio, il sentiero risale per una decina di metri, facendosi poco evidente, per poi continuare verso Ovest e raggiungere il Canal del chignòl (Canale del cuneo), il terzo della serie. Dopo averlo disceso per un paio di metri si riprende la bella traversata, che si conclude all’incrocio con il Sentiero delle Orobie, all’altezza di due aie carbonili.

Il Passo di Baciamorti

Lungo un sedime più evidente e segnalato (segnavia CAI 101) si riprende ora a salire traversando gradualmente verso Sud-Ovest: si superano così due canali detritici, si tocca un palo dell’elettrodotto e finalmente si guadagna il Passo di Baciamorti (m 1.541), ove i fitti e ombrosi boschi lasciano il posto ai solivi e ameni pascoli della Val Taleggio. Gli studi hanno dimostrato come il nome del valico non si leghi ad alcuna tradizione popolare di “ultimo bacio” dei morti che dall’una o dall’altra valle venivano riportati ai luoghi d’origine ma alla graduale mutazione dell’antico toponimo “Maxione Mora”, già citato nel 1294, poi divenuto Masamoro e Vasamor, che già all’inizio del Mille indicava una stazione d’alpeggio, con relativa casera, all’interno di quella che oggi è l’Alpe Basamorti. Dal valico si gode un bel panorama sulle valli Taleggio e Stabina e sulla dirimpettaia catena orobica, che verso levante culmina con la cuspide del Diavolo di Tenda. Lungo il Sentiero delle Orobie si torna ora in Val di Cassiglio, il cui laghetto appare in lontananza letteralmente incastonato tra le rupi e i boschi. Una volta raggiunta la località Ragnì si continua lungo la pista agrosilvopastorale e toccando le casette del Linguastro ci si porta nuovamente al punto d’avvio del 101.

Fonte: Stefano D’Adda, Marco Dusatti, 2015 – Boschi, rocce e aspetti naturali, guide di Altobrembo – Volume IV

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