Percorsi naturalistici “Lungo la bassa Valle dell’Olmo, tra Piazza e Olmo”

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La partenza

Dal piazzale della stazione (m 520; Via Locatelli) si scende verso Sud-Ovest lungo Via Tasso, si raggiunge e si attraversa la S.P. 1 e con un breve percorso pedonale, preceduto da una scaletta, ci si porta sulla carrabile per il Ponte dei Fondi. L’attuale struttura, grazie a cui si guadagna la riva destra del Brembo, è stata costruita dopo il crollo del caratteristico e antico ponte ad arco, causato dall’alluvione del 1987, del quale rimangono alcuni resti presso la spalla destra. Sul fianco della vicina Cappella dei morti della peste, costruita alla fine del Settecento, due targhette fanno memoria del livello raggiunto dalle acque il 18 luglio di quell’anno e nell’altrettanto distruttiva alluvione di fine giugno 1890.

Da Stralenna al Fosso dei Campelli

Dalla cappelletta si prende a sinistra il sentiero (segnavia CAI 128), poi bella mulattiera, che con una serie di svolte e poi con un traverso in direzione Nord sale a Stralenna, tra boschi misti di tiglio, frassino maggiore e peccio. Ai prati di Stralenna si lascia sulla sinistra il percorso principale, che continua verso Maffenoli, per quello che all’altezza di un bacino dell’acquedotto (lavatoio) prosegue in piano verso destra. Superata una baita e poi la Valle Foppone (o del Collino) si raggiungono i prati abbandonati della parte più settentrionale di questa contrada rurale, un tempo abitata tutto l’anno (m 605 circa). Per tracce di sentiero si traversa in piano il vasto incolto per poi rientrare nel bosco, ove il percorso torna evidente. Tra ruderi e prati che il bosco va gradualmente cancellando si scende verso il fondovalle, al piede della larga costa, ove si incrocia il sentiero proveniente dal ponte in ferro e dalla località Fucine. Unitamente a quest’ultimo (segnavia CAI 127A) si prosegue ora verso Nord e con una lunga traversata ascendente, tutta nel bosco, si raggiunge la valle detta Fosso dei Campelli (m 655 circa), ove un su un bel masso erratico, probabilmente connesso a un’antica espansione glaciale, è incisa una croce confinaria indicante il limite tra i comuni di Piazza Brembana e Olmo al Brembo. Alcuni segni a vernice, nel tratto che segue, dicono che i boschi sono ora di proprietà comunale e che il loro utilizzo è normato dal Piano di assestamento forestale. Circa metà della proprietà forestale di Olmo si raccoglie infatti in quest’area, sino al confine con Cassiglio lungo la Val Stabina, mentre quella del Comune di Piazza rimane confinata più in alto, in un tratto di versante non toccato dall’itinerario.

Verso Cugno e Olmo

Il sentiero ora cala gradualmente verso la Valle Seccarola (briglia), ove lascia il posto a una pista agrosilvopastorale che in breve raggiunge Cugno di sotto (o Inferiore), nei pressi dell’omonimo Ponte vecchio. Lasciandolo sulla destra si va lungo Via Belotti per poi attraversare la S.P. 6 e raggiungere la parte antica del borgo (m 550), da dove si continua in falsopiano verso Nord (segnavia 1) sino al ponticello sul Torrente Acqua Nera (Negra). Qui si guadagna la riva sinistra e poi il centro storico di Olmo, come Cugno raccolto alla confluenza di due corsi d’acqua. Attraversata la S.P. 8 e superato un portico (scalinata) si raggiunge sulla destra il Ponte Vecchio di Olmo, tra i più antichi dell’Alto Brembo, grazie al quale ci si porta sulla riva sinistra del fiume e, dirimpetto al ponte, sul sedime dell’antica “Strada di valle”. Prima della Priula, che alla fine del Cinquecento aprì il passaggio sotto la Corna di Frola, la strada maestra era costituita dalla sinuosa mulattiera che ora rimontiamo uscendo dall’abitato (segnavia CAI 129A) sino al bivio soprastante il centro sportivo comunale. Qui la lasciamo sulla destra, largamente rimaneggiata dai recenti interventi edilizi, per quella che sale veloce nel bosco, compie due tornanti e continua in direzione di Piazza Brembana.

Dai piani di Frola a Piazza Brembana

Trascurata la deviazione per la palestra d’arrampicata della Corna del dente (Corna del det), formata dalle rocce triassiche del Calcare di Esino, si pianeggia brevemente tra noccioli per poi bordare in graduale salita i prati dell’aprico terrazzo di Frola, modellato dall’ultima grande avanzata glaciale. Si giunge così in un impluvio (m 715), ove una piccola croce confinaria ricorda che sino a un recente passato il confine tra Olmo e Piazzolo correva su questa linea naturale. Con un lungo traverso dolcemente ascendente, tra boschi misti a dominanza di carpino nero, orniello e pino silvestre, si superano le valli dei Campelli e dei Soseni (Suseé) e infine si raggiunge la località Soseni bassi (m 840 circa), ove un rudere e un giovane bosco a dominanza di frassino maggiore dicono di attività e scenari agricoli da tempo scomparsi. Il sentiero prende ora a scendere e in breve giunge a un bivio: tendendo a destra (segnavia CAI 129A) si perde velocemente quota per poi superare una vallecola e prendere a sinistra a un nuovo bivio. Bordata a monte una radura che offre belle vedute panoramiche, si continua a scendere superando prima la Val Mezzana e poi la Val S. Carlo, ove si lascia sulla sinistra il tracciato per il Roccolo di Calche. Il sentiero ha ormai lasciato il posto a una bella mulattiera, che dopo aver superato alcuni begli erratici, anch’essi legati all’ultima grande glaciazione, cala tra le case di Piazza Brembana all’altezza della trecentesca Chiesa di S. Bernardo. Sottopassato a destra il Portico Gozzi (Pórtec di Gòse), si prende subito a sinistra la Scaletta della Pretura, donde lungo Via Tasso si è in breve nuovamente al piazzale della stazione.

Fonte: Stefano D’Adda, Marco Dusatti, 2015 – Boschi, rocce e aspetti naturali, guide di Altobrembo – Volume IV

Scarica il volume con l’itinerario: Guide di Altobrembo volume 4

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