Arte & Cultura “Piazza Brembana e la Strada Priula”

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La partenza

L’itinerario s’avvia dal piazzale adiacente l’antica parrocchiale di S. Martino (m 537), collocata sul dosso omonimo a mezza strada tra Lenna e Piazza Brembana, in posizione volutamente simbolica e preminente. Le maestose forme neogotiche dell’edificio, menzionato sin dal 1238, sembrano voler rimarcare lo storico primato di S. Martino sulle altre parrocchie di rito romano dell’Oltre Goggia, ovvero dell’Alto Brembo, di cui fu capostipite e spesso matrice.

Nel cuore di Piazza, lungo l’antica Priula

Dal piazzale, laddove in antico sorgeva il camposanto, si percorrono le vie don Tondini e Roma, prima in discesa e poi in piano, giungendo in breve alla località Cinque vie, che costituisce una sorta di ingresso al centro storico di Piazza Brembana. Lasciando a sinistra la più larga e recente Via Bortolo Belotti, si imbocca in lieve salita Via Fratelli Calvi, subito stretta tra le antiche case. Il progressivo spostamento all’esterno dell’abitato della trama viaria di interesse vallare, confinata infine al margine inferiore della piana, ha qui come altrove permesso la conservazione dell’antica struttura urbanistica del borgo, con gli edifici affacciati sul curvilineo tracciato stradale, i portoni e gli androni dei palazzi, gli slarghi che si alternano alle strettoie, le scalette di collegamento, i portici e le fontane. Quella che stiamo percorrendo è infatti l’antica “Strada di valle”, divenuta Strada Priula dalla fine del Cinquecento con le modifiche e i miglioramenti introdotti dal podestà veneto Alvise Priuli. Lungo quella che nel frattempo è divenuta Via S. Bernardo si giunge all’altezza dell’omonima chiesetta, fondata nel 1364 nel mezzo della contrada Piazza, allora nettamente disgiunta dalla più settentrionale contrada degli Orenghi. Il portale in arenaria che ne decora la facciata fa il paio con l’elegante arcone in pietra dell’attigua e antica casa, sotto cui trova posto l’ingresso laterale della chiesa, ove nel XV secolo venne collocata la sede del Vicario Veneto e in epoca napoleonica quella della pretura. Sull’altro fianco dell’oratorio, contenente pregevoli opere d’arte tra cui una tela seicentesca del Ceresa, spicca l’articolato complesso che dagli Anni Trenta del Settecento ospitò il convento delle Suore Terziarie Francescane e da metà Ottocento la casa delle Madri Canossiane.

Sul sentiero del Sole

All’altezza del complesso religioso e del Portico dei Gozzi (Pórtec di Gòse) si lascia l’antica Priula, sul cui lato di monte si conservano le vasche per l’abbeverata degli animali, e si imbocca verso destra la Strada del Laì, una bella mulattiera (segnavia CAI 123) che in breve mena fuori dall’abitato. Guadagnando rapidamente quota si giunge a un bivio (m 580 circa), ove si abbandona il percorso che a sinistra prosegue verso Olmo al Brembo e il Roccolo di Calche e con decisa piega a destra (indicazioni) si imbocca il Sentiero del sole. In questo e nel successivo tratto spicca la presenza di grandi e talvolta enormi massi erratici, che unitamente ad alcuni affioramenti morenici indicano la posizione e lo spessore del Ghiacciaio del Brembo di Valleve e Carona durante la sua ultima grande avanzata, culminata circa 20.000 anni fa. Con bella traversata in falsopiano, in un bosco che negli assetti floristici e strutturali rivela la sua recente formazione, si taglia il regolare versante (625 circa) e si superano i canali Cornalì e Ronchi, godendo qua e là di belle vedute sull’abitato e la piana di Piazza Brembana. In prossimità della costola meridionale del Culmine il sentiero prende a calare e in breve si porta alle prime case di Piazza Brembana, ove presso il Centro don Palla si biforca: seguendo la diramazione di sinistra, verso Valnegra, si retro passa l’Edicoletta dell’Addolorata (o di S. Michele) e in piano ci si porta a un altro bivio, con scorci sulla Piana di Lenna, con il borgo delle Miniere e il Santuario della Madonna della Coltura, e le retrostanti rupi del Monte Ortighera. Trascurando la traccia che in piano prosegue verso il cimitero di Valnegra, si scende a destra e in breve si raggiunge la strada ciclo-pedonale che collega i due paesi. Seguitala verso destra si torna lungo Via Sante Calvi al capoluogo dell’alta valle, donde con breve digressione verso sinistra, passando davanti al municipio, si giunge nuovamente alla parrocchiale.

Fonte: Stefano D’Adda, Marco Dusatti, 2015 – Strade Storiche, Valichi e confini – Volume V

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