Percorsi naturalistici “Piazzolo e le sue selve”

La partenza

Dal sagrato della Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta (m 705; Piazza Avis-Aido) si va verso Sud lungo Via Fontanino e in breve si raggiunge il Fontanì, appena oltre la Valle Pian di Valle, ove s’avvia il sentiero per il Monte Torcola (segnavia CAI 122).

Verso il Roccolo di Calche

Il tracciato sale deciso e di lì a poco si biforca: continuando a sinistra si rimonta la pendice boscata, ove il peccio è rarefatto dagli attacchi del bostrico, e si raggiunge il piede della radura prativa detta Prà di strac (Prato degli stanchi; piazzola di sosta), nella parte sommitale dell’area un tempo tutta agricola dei Ronchi. L’abbandono dei campi e dei prati ha favorito qui come altrove il ritorno del bosco, che grazie alla particolare conformazione del territorio, piuttosto acclive e privo di aree culminali elevate, è particolarmente esteso. Con oltre il 90% della superficie coperta da soprassuoli forestali Piazzolo è infatti il paese con il più elevato coefficiente di boscosità dell’Alto Brembo Occidentale. Stando sempre sul lato idrografico sinistro della valle si superano il Canal di baéc e il Cost di sösegn, ovvero dei mirtilli, e in uno scenario costantemente dominato dal peccio e dal faggio si guadagna dapprima la località Corna di gnocc e poi lo spartiacque, in corrispondenza di una piccola sella a Est del Monte del Sole (m 1.225 circa). Qui la coltre boschiva è interrotta da un’amena radura ove spiccano le singolari architetture del Roccolo di Calche e, più a Nord, del Vecchio roccolo Calegari, sullo sfondo dei pascoli dell’Alpe Torracchio. I roccoli costituiscono un’ingegnosa risposta all’atavica fame che un tempo attanagliava gran parte della popolazione rurale. Gli uccelli che vi venivano catturati con l’ausilio di reti e richiami arricchivano infatti una dieta altrimenti poverissima di carne. Un tempo numerose in Valle Brembana, queste strutture sintetizzano il notevole sapere faunistico, floristico e territoriale di chi le costruiva e utilizzava.

Lungo il confine alto di Piazzolo

La selletta è il punto di convergenza di numerosi sentieri provenienti dal fondovalle, che verso Nord lasciano il posto alla Strada del Torracchio (segnavia CAI 119), lungo cui riprendiamo il cammino. Seguendo il dolce spartiacque si giunge in breve all’Alpe Prato Gervasio, piccola malga di proprietà del Comune di Valnegra ove la felce aquilina invade una larga parte del pascolo. Bordandola lungo il confine occidentale e lasciando sulla destra i resti del Roccolo Carminati ci si porta alla sinistra del crinale, ai piedi dell’attiguo e minuscolo pascolo dell’Alpe Prato Landino, formante con la dirimpettaia Alpe Torracchio la dote alpestre del Comune di Moio de’ Calvi. Lasciandolo sulla destra si continua in lieve ascesa lungo l’evidente sentiero, che le numerose croci incise sulle pietre dicono correre lungo il confine comunale. Lo scenario è sempre dominato dal bosco, che nel tratto fin qui attraversato appartiene alla Società degli Antichi Originari di Piazzolo, una singolare e arcaica forma di godimento collettivo dei beni fondiari. Sino all’inizio dell’Ottocento gli Antichi Originari possedevano anche le vaste proprietà boschive oggi del Comune, che a seguito di un decreto napoleonico acquisì circa i 2/3 dell’originario corpo fondiario

La discesa alla Forcella

Superata una dolce costa si giunge a un bivio (m 1.485 circa), in corrispondenza del quale si lascia sulla destra il sentiero per il Monte Torcola per quello che a sinistra scende alla Forcella e a Piazzatorre (segnavia 6 e bolli gialli). Facendo attenzione nei tratti in cui il tracciato si fa meno evidente, in circa mezz’ora si raggiungono i prati alti della Forcella, donde seguendo la displuviale, su labile traccia e con bella vista su Piazzatorre e Mezzoldo, in breve si guadagna la piccola sella prativa e con essa la strada agrosilvopastorale che la scavalca (m 1.004). Seguendola a sinistra si scende dunque verso Piazzolo, il cui centro si raggiunge percorrendo in ultimo le vie Ronco e Municipio.

Fonte: Stefano D’Adda, Marco Dusatti, 2015 – Boschi, rocce e aspetti naturali, guide di Altobrembo – Volume IV

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