Olmo al Brembo

Piccolo borgo storico con portici e contrade a testimonianza della dominazione veneta

Abitanti: 516

Altitudine: 556 mt s.l.m.

Distanza da Bergamo: 31 km

Punti di interesse: Borgo storico, via Mercatorum, santuario della Madonna dei Campelli, chiesa parrocchiale di Sant’Antonio abate, Antica Segheria Pianetti – infopoint di Altobrembo

Attività: Campo sportivo, piscina a cielo aperto, itinerari MTB, itinerari escursionistici

Da non perdere: Festa della Madonna dei Campelli (settembre)

 

Olmo al Brembo, importante centro commerciale e di smistamento per i paesi di Altobrembo, è punto di confluenza delle Valli Stabina, Averara e di Mezzoldo.

Molto caratteristico il borgo storico, un intreccio di stradine con portici e contrade, a memoria di un passato architettonico e storico di dominazione veneta. Il dominio veneto favorì per Olmo al Brembo e per i paesi attigui i movimenti commerciali, già floridi grazie alla presenza della Via Mercatorum, arteria dei traffici con la vicina Val Seriana. La Serenissima costruì una nuova strada, la Via Priula, che collegava direttamente il capoluogo Bergamo con il canton Grigioni, nell’attuale Valtellina. A tal riguardo era presente, in località Malpasso, una dogana che serviva per i trasportatori che scendevano dal Passo di San Marco, che fu in funzione fino al termine del XIX secolo. Nel 1863, appena dopo l’unità d’Italia, il paese assunse la definitiva denominazione di Olmo al Brembo.

Particolare rilievo turistico riveste il santuario della Madonna dei Campelli. Risalente al XVII secolo, venne edificato per ricordare un episodio miracoloso che vide per protagonista un viandante che, invocando il nome della Madonna, venne salvato da una caduta in un precipizio, dopo essere stato disarcionato dal proprio cavallo. Il protagonista della vicenda fece dipingere un’immagine della Vergine su una pietra, attorno alla quale venne eretto successivamente il santuario.

Anche la chiesa parrocchiale presenta opere di rilievo, tra cui vanno menzionate quelle di Gian Paolo Cavagna e di Elia Ajolfi. Edificata nel XV secolo ed ampliata successivamente, è dedicata a Sant’Antonio abate.

Merita un piccolo cenno anche la piccola cappella dedicata a San Rocco, edificata come ringraziamento al termine dell’epidemia peste di manzoniana memoria.

 

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