Natura e percorsi naturalistici

ALBERI E BOSCHI

L’Altobrembo Occidentale è una terra ricca di boschi. Oggi molto più di ieri, quando un’agricoltura di sussistenza li relegava nelle aree più ripide, accidentate e povere. Con il tramonto di quell’economia, avvenuto nel secondo Novecento, la loro avanzata è stata continuata e a tratti imperiosa, tant’è che oggi occupano quasi i 2/3 della superficie totale. Tra gli 11 comuni altobrembani quello più ricco di boschi è Piazzolo, con addirittura 91,1% di superficie coperta da cenosi forestali, seguita da Olmo al Brembo, Ornica e Cusio, dove pesa la quota occupata dai pascoli e dai territori sommitali privi di bosco. La categoria forestale più diffusa è quella delle faggete, che da sola forma il 37,3% dei boschi, seguita a grande distanza da abieteti e peccete, rispettivamente con una quota di 18,3% e 18% sul totale. La prima categoria è quella che più caratterizza il paesaggio locale: il faggio è infatti l’emblema del clima oceanico e delle aree prealpine, ove le precipitazioni sono abbondanti e gli estremi termici smussati.

ROCCE ALTOBREMBANE 

A partire da circa 90 milioni di anni fa, verso la fine del Mesozoico, imponenti movimenti della crosta terrestre fecero dapprima avvicinare e poi scontrare il continente euro-asiatico e quello africano. Da questa collisione prese origine la catena alpina. Nella zona delle Orobie le rocce si sollevarono, piegarono e accavallarono, determinando una caratteristica sovrapposizione delle formazioni più antiche su quelle recenti. Durante questo lungo processo, che prende il nome di orogenesi alpina, si crearono numerose faglie, ovvero fratture accompagnate dallo spostamento delle masse rocciose coinvolte. Nel territorio dell’Altobrembo una grossa faglia con direzione Ovest-Est, detta “Linea Valtorta-Valcanale”, divide le più antiche e scure rocce di natura silicatica a nord da quelle più recenti e chiare di natura carbonatica. Questa sorta di lunga spaccatura, che ha come estremi il passo del Cedrino a ponenete e il passo del Marogella a levante, è insomma la linea divisoria tra Alpi Orobie e Prealpi Bergamasche.
In tempi successivi, circa 220 milioni di anni fa, si sono formate le prime rocce grigio chiaro della Dolomia Principale, che caratterizzano la parte meridionale del territorio di Valtorta, Ornica e Cusio e formano numerosi rilievi tra cui la Corna Grande, il Pizzo di Cusio e il Monte Disner.
Tra le rocce silicate quelle più diffuse appartengono alla formazione del Collio, talvolta grigio-verdastro e talvolta nerastro, di origine sia vulcanica sia terrigena che troviamo nelle parti medio-alte delle valli Inferno e Salmurano, e nei settori alti delle valli Mora e di Mezzoldo.

 

ITINERARIO 1
Lungo la bassa valle dell’Olmo,
tra Piazza e Olmo al Bremboitinerario1

Località di partenza: Piazza Brembana (m 520)
Tempo di percorrenza: h 3.30 – 4
Dislivello in salita: m 515 circa
Quota massima: m 840 circa (loc. Soseni bassi)
Difficoltà: E (per escursionisti)
Periodo consigliato: tutto l’anno

Partenza: Dal piazzale della stazione di Piazza Brembana si scende lungo Via Tasso, si attraversa la S.P. 1 e con un breve percorso pedonale, ci si porta sulla carrabile per il Ponte dei Fondi.
Da Stralenna al Fosso dei Campelli: Dalla cappelletta si prende a sinistra il sentiero (segnavia CAI 128), poi la
mulattiera che sale a Stralenna. Ai prati di Stralenna si segue il sentiero che prosegue in piano verso destra. Tra ruderi e prati  si scende verso il fondovalle, e seguendo il segnavia CAI 127A, si raggiunge la valle detta Fosso dei Campelli, ove una croce su masso erratico determina il limite tra i comuni di Piazza Brembana e Olmo al Brembo.
Verso Cugno e Olmo: Il sentiero ora cala gradualmente e in breve raggiunge Cugno di sotto nei pressi dell’omonimo Ponte vecchio. Lasciandolo sulla destra si va lungo Via Belotti per poi attraversare la S.P. 6 e raggiungere la parte antica del borgo, sino al ponticello sul Torrente Acqua Nera (Negra). Qui si raggiunge il centro storico di Olmo. Dopo il Ponte Vecchio, lasciamo la via Priula sulla destra per la strada che sale veloce nel bosco, compie due tornanti e continua in direzione di Piazza Brembana.
Dai Piani di Frola a Piazza Brembana: Si raggiunge la località Soseni bassi, e tendendo a destra (segnavia CAI 129A) si perde velocemente quota per poi superare prendere a sinistra a un nuovo bivio. Il sentiero ha ormai lasciato il posto ad una mulattiera, e oltrepassato a destra il Portico Gozzi (Pórtec di Gòse), si prende subito a sinistra la Scaletta della Pretura, donde lungo Via Tasso si è in breve nuovamente al piazzale della stazione.

 

ITINERARIO 2
L’anello dei due Cugno, tra Olmo e Santa Brigidaitinerario2

Località di partenza: Olmo al Brembo (m 550)
Tempo di percorrenza: h 2 circa
Dislivello in salita: m 230 circa
Quota massima: m 770 circa (loc. Taina)
Difficoltà: E (per escursionisti)
Periodo consigliato: tutto l’anno

La partenza: Dal Municipio  si percorre verso Nord la S.P. 1, qui Viale Roma sino al primo ponte sul Brembo, per poi proseguire a sinistra lungo Via Portici. passando davanti alla chiesetta cinquecentesca di San Rocco.
Verso la Val di Guèi: Svoltando a destra al bivio si esce dall’abitato e si scavalca il Torrente Acqua Nera (Negra). Al bivio che si presenta dopo il ponticello si va a destra, in direzione di S. Brigida (segnavia CAI 105), si raggiungono i prati e gli edifici abbandonati di Prà del Berghèm, al confine tra i comuni di Olmo al Brembo e Santa Brigida. Qui il sentiero si porta nella breve Val di Guèi e lascia spazio a una carrabile.
Pozzolo e Cugno di sopra: Un breve tratto d’asfalto lungo la Via del Ferro conduce sulla strada comunale per Cugno di sopra. Seguendola in piano a sinistra si toccano le case di Pozzolo, la Chiesetta di S. Giovanni Battista e infine l’aggrumato borgo di Cugno di sopra.
Il Monte Caravino e Cugno di sotto: Sempre seguendo l’evidente sentiero  si rientra nel bosco e si scende sino a un evidente bivio, ove si continua in piano verso sinistra. Calando gradualmente verso Sud-Est e facendo attenzione ai tratti in cui il sentiero si fa meno evidente, si aggirano le chiare rocce della Corna di Cugno per raggiungere i prati e le baite di Tiglio (Téi). Qui il sentiero lascia il posto a una bella mulattiera che  cala tra le antiche case di Cugno di sotto. Si torna quindi all’incrocio posto poco a monte dell’abitato per poi proseguire verso Nord e in circa 15 minuti si raggiunge il ponticello sul Torrente Acqua Nera, da dove ripercorrendo il sentiero dell’andata si torna al Municipio.

 

ITINERARIO 3
La boscosa valle di Cassiglioitinerario3

Località di partenza: Cassiglio (m 660)
Tempo di percorrenza: h 4.30 – 5
Dislivello in salita: m 955 circa
Quota massima: m 1.541 (Passo Baciamorti)
Difficoltà: E (per escursionisti)
Periodo consigliato: da maggio a novembre

La partenza: Dalla comunale della Valle di Cassiglio, si segue sulla sinistra il Sentiero delle Orobie Centro Occidentali (segnavia CAI 101). Su una larga mulattiera gradinata si fiancheggia il Canale del Grasso con una rapida salita nel bosco. All’apice di quelli che un tempo erano i prati del Grasso la mulattiera volge a Sud.
La Baita Foièr e la testata di valle: In località Ragnì si sottopassa un grosso e maestoso faggio, catalogato tra gli alberi monumentali della bergamasca, si giunge con un’ultima deviazione a sinistra alla Baita Foièr, oggi adibita a confortevole bivacco. Ripreso il bivio poco sotto la baita, si prosegue sulla sinistra verso il Passo di Baciamorti, lungo un sentiero che supera la sorgente e poi il Vallone, all’altezza il sentiero continua verso Ovest e raggiungere il Canal del chignòl (Canale del cuneo).
Il Passo di Baciamorti: Lungo un sedime più evidente e segnalato (segnavia CAI 101) si guadagna il Passo di Baciamorti. Lungo il Sentiero delle Orobie si torna ora in Val di Cassiglio, e una volta raggiunta la località Ragnì toccando le casette del Linguastro ci si porta nuovamente al punto d’avvio del 101.

 

ITINERARIO 4
Piazzolo e le sue selve
itinerario4

Località di partenza: Piazzolo (m 705)
Tempo di percorrenza: h 4 circa
Dislivello in salita: m 780 circa
Quota massima: m 1.485 (sentiero per Monte Torcola)
Difficoltà: E (per escursionisti)
Periodo consigliato: da aprile a novembre

La partenza: Dal sagrato della Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta si prosegue lungo Via Fontanino e in breve si raggiunge il Fontanì, dove s’avvia il sentiero per il Monte Torcola (segnavia CAI 122).
Verso il Roccolo di Calche: Continuando a sinistra si raggiunge il piede della radura prativa detta Prà di strac (Prato degli stanchi). Stando sempre sul lato idrografico sinistro della valle si superano il Canal di baéc e il Cost di sösegn, ovvero dei mirtilli, e si guadagna dapprima la località Corna di gnocc e poi lo spartiacque, in corrispondenza di una piccola sella a Est del Monte del Sole.
Lungo il confine alto di Piazzolo:
Riprendiamo il cammino lungo la Strada del Torracchio (segnavia CAI 119), seguendo il dolce spartiacque fino all’Alpe Prato Gervasio, piccola malga di proprietà del Comune di Valnegra. Lasciando sulla destra i resti del Roccolo Carminati ci si porta alla sinistra del crinale e si continua  lungo il sentiero.
La discesa alla Forcella:  Superata una dolce costa si giunge a un bivio, e seguendo il sentiero che a sinistra scende alla Forcella e a Piazzatorre si raggiungono in circa mezz’ora i prati alti della Forcella. Seguendo la piccola sella prativa a sinistra si scende lungo le vie Ronco e Municio, per ritornare dunque al centro di Piazzolo.

 

ITINERARIO 5
Da Piazzatorre all’Arco, nella valle di Pegheroloitinerario5

Località di partenza: Piazzatorre, contrada Piazzola (m 831)
Tempo di percorrenza: h 4.30 -5
Dislivello in salita: m 900 circa
Quota massima: m 1.680 (Arco di Pegherolo)
Difficoltà: E (per escursionisti)
Periodo consigliato: da maggio a novembre

La partenza: Dalla Chiesa parrocchiale di S. Giacomo Maggiore, in contrada Piazzola si sale al cimitero e poi a Cà Piatti
La Valle di Pegherolo: In piano si piega verso Nord (segnavia bianco-verdi) e si entra subito nel bosco. Con un lungo traverso in falsopiano si giunge a un bivio, e tenendo il ramo di destra si raggiunge la chiarìa incolta di Malicco. Lasciato il largo sentiero che cala verso la Valle di Pegherolo, si prosegue verso destra (bolli gialli), si tocca un’ampia aia carbonile per poi passare sotto una prominenza rocciosa. Al bivio che si presenta poco dopo, si prende il sentiero a sinistra fino a raggiungere il bordo della Valle di Pegherolo. Ci si porta sull’altro lato della valle, dove prende avvio il sentiero per l’Arco di Pegherolo.
Il grande arco naturale: Andando ora verso Nord-Est supera una vallecola (Canal del riol) e si oltrepassa l’aia carbonile (Aiàl de l’arc), raggiungendo la radura del maestoso l’Arco di Pegherolo.
Verso i prati di Pegherolo e Sambiör: Lasciato l’Arco e ridiscesi sul sentiero principale, sul lato destro della Valle di Pegherolo, proseguiamo ora verso Sud-Ovest stando ai piedi di una parete rocciosa. Si tiene a sinistra a un bivio e in piano si raggiunge la prima delle baite dei Prati di Pegherolo, e quasi sempre in piano ci si porta alle successive. L’ultima vasta radura accoglie i minuscoli nuclei di Pegherolo e Sambiör, dove l’itinerario cala a sinistra tra le case di Sambiör e poi al margine del prato. Qui si incrocia la larga mulattiera che sale ai pascoli dell’Alpe Monte Cavallo, e seguendola in direzione opposta si in breve è alla Fontana di Sambiör.
Ritorno a Piazzola: Seguendo quest’ultima (segnavia CAI 134) si scende in direzione del fondovalle. Sul fondo della Valle di Pegherolo la mulattiera lascia il posto a una strada agrosilvopastorale, che si segue per circa 200 metri sino all’avvio della pista che sulla sinistra sale verso Piazzatorre (fontana). Seguitala, in breve si giunge nuovamente presso Malicco, da dove lungo il tracciato dell’andata si torna alla Chiesa parrocchiale.

 

 

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