Valtorta

Piccolo borgo ricco di strutture testimonianti le attività tradizionali del territorio brembano

Abitanti: 295

Altitudine: 938 mt s.l.m.

Distanza da Bergamo: 50 km

Punti di interesse: Ecomuseo dell’Alta Valle Brembana, Museo Etnografico, Chiesa di Sant’Antonio Abate, Chiesa diSanta Maria Assunta, Latteria Sociale

Attività: Escursioni, passeggiate, percorsi MTB, piste discesa e fondo, mondo ciaspole

Da non perdere: Fiera zootecnica bovina razza bruna (settembre)
– Carnevale tradizionale: sfilata con le maschere della tradizione locale che da secoli si ispira al mondo fantastico del bosco, di diavoli, elfi e uomini selvatici che si incarnano in misteriosi personaggi (Carnevale ambrosiano)

 

Piccolo borgo incastonato tra i monti, Valtorta deve l’origine del proprio toponimo alla conformazione tortuosa che questa valletta possiede.
Valtorta è un importante centro turistico della Valle Brembana: d’estate si presta per escursioni in montagna e passeggiate nelle piccole frazioni del paese, e i suoi sentieri sono perfetti per percorsi in MTB. D’inverno si può sciare sulle nevi di Valtorta-Piani di Bobbio: piste di discesa e fondo che si prestano per tutti gli amanti degli sport invernali. Valtorta è anche sede dell’Ecomuseo dell’alta Valle Brembana, oltre che del Museo Etnografico e di numerose strutture testimonianti le attività tradizionali del territorio brembano.

Di notevole interesse è anche la chiesa di Sant’Antonio Abate che, costruita nel XIV secolo, rappresenta uno degli esempi di chiesa medievale meglio conservata in tutta l’alta valle Brembana. Molto particolari, oltre allo stile romanico, sono il campanile a pianta quadrata con bifore ed i dipinti, da poco restaurati, sulle pareti esterne.

È infine d’obbligo menzionare la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Maria Assunta, risalente al XVII secolo. Riedificata nel corso del XX secolo, custodisce opere di notevole pregio tra cui spiccano due polittici. Il XX secolo vide anche la progressiva chiusura delle miniere, che diedero inizio ad un lento ma inesorabile processo di spopolamento. Questo venne parzialmente attenuato dallo sviluppo turistico che ha dato nuovo impulso all’economia locale, aiutata anche dal rilancio dei prodotti tipici locali, in particolar modo in ambito caseario.

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