I FUNGHI

I funghi a Piazzolo

I funghi, con i tartufi, costituiscono un mondo a parte, vicino ai vegetali, ma che si differenzia sostanzialmente da loro in quanto non possiedono la clorofilla con cui sintetizzare le sostanze di cui hanno bisogno per vivere. Utilizzano quelle che recuperano direttamente dal terreno, come le Mazze di tamburo, o nutrendosi di altri esseri viventi, come alberi marcescenti o altre fonti direttamente come fanno i Chiodini, oppure, infine, stabilendo relazioni di mutuo scambio chiamate “micorrize”, in contatto diretto tra il micelio e le radici di erbe, come i Prataioli, o alberi, come fanno i Porcini.

Il fungo vero e proprio è il “micelio”, che vive nel terreno o in tronchi marcescenti, dentro cui diffonde la sua fine rete di propagazione, le “ife”, mentre quello che noi vediamo uscire dal terreno, e che raccogliamo quando appartiene a specie commestibili e di cui ci nutriamo, è il loro frutto, il “carpoforo”, che porta le spore, i loro semi, per riprodursi e diffondersi nel bosco. Tantissime sono le specie presenti, alcune delle quali molto ricercate perché ottime in cucina, altre velenose, che dobbiamo saper riconoscere e non toccare, altre semplicemente sgradevoli al gusto o insignificanti sotto il profilo alimentare. Altra caratteristica è la loro stagionalità: abbiamo funghi primaverili, estivi e autunnali. Tutti svolgono un servizio fondamentale dentro l’ecosistema del bosco, e vanno rispettati. Quando abbiamo il permesso di coglierli dobbiamo essere rispettosi di quelli che non ci interessano, anche se velenosi, dobbiamo essere misurati nella raccolta e aver cura di permettere alle spore di diffondersi utilizzando contenitori adeguati. Sono doni spontanei del bosco, e proprio per questo è bello e importante imparare a conoscerli, apprezzarli e averne grande rispetto; per la raccolta vi sono precisi regolamenti da conoscere a cui attenersi.

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