IL BOSCO
Il bosco a Piazzolo
I boschi montani, in lenta espansione, offrono agli uccelli rifugio sicuro e risorse abbondanti a seguito dell’aumento della biodiversità in termini di disponibilità alimentare, in particolare di invertebrati, indispensabili per l’allevamento della prole. Molte specie prima rare, come i picchi, oggi sono sempre più numerose, così come altre specie migratorie che vengono a riprodursi nella fascia montana e alpina. Tra gli uccelli tipicamente alpini stanziali più importanti vanno evidenziati i tetraonidi, come il Fagiano di monte e la Coturnice, oggetto di attenta gestione e censiti regolarmente, la Pernice bianca e il Francolino, protetti e più rari ma presenti, e l’Aquila reale, tornata da anni a nidificare sulle Orobie. La maggior parte degli uccelli sono migratori: arrivano all’inizio della primavera, si riproducono e abbandonano i nostri territori già a fine estate e in autunno, quando i nostri boschi offrono ancora qualche risorsa di cui beneficiano direttamente le specie che scendono dal centro e nord Europa, e attraversano le Alpi lungo le rotte migratorie per raggiungere l’Africa, come i Tordi sasselli, le Cesene, i Lucherini e le Peppole, a stormi spesso numerosissimi. Nei boschi sono presenti anche rapaci dal volo radente e acrobatico, come lo Sparviero e l’Astore, anch’essi nidificanti e sempre in agguato. D’estate possiamo osservare, sulle praterie e i pascoli d’alta quota, il volo sospeso, detto “Spirito santo”, del Gheppio in caccia, il volo planato dell’Aquila, ascoltare il canto di richiamo in volo dell’Allodola, che nidifica tra le erbe, o delle famigliole di crocieri che banchettano sugli abeti rossi. Anche la notte ha i suoi canti: Gufi, Allocchi e Civette scrutano silenziosi il sottobosco, anche loro sempre in caccia. A settembre, attorno ai campanili delle chiese, non è raro osservare i raduni dei Balestrucci che si ritrovano a stormi prima della migrazione. Ogni stagione ha qualche risorsa da offrire, e qualche ospite a cui concedere ristoro.