I segni della grande guerra

I SEGNI DELLA GRANDE GUERRA
tra strade, trincee e caserme della Linea Cadorna

Quasi un secolo fa la Strada Priula si vedeva assegnata un nuovo e importante ruolo: quello di strada di arroccamento al facile e perciò vulnerabile Passo S. Marco. Erano i tristi anni della Grande Guerra e il timore di un’invasione austro- tedesca attraverso il confine della Svizzera, in quel momento filoimperiale, portò alla costruzione di una lunga e articolata linea difensiva, distesa tra la Val d’Ossola e le Orobie. Una linea che in quegli anni venne indicata con il nome di Occupazione Avanzata Frontiera Nord (OAFN), ma che oggi è comunemente detta “Linea Cadorna”, dal nome del generale che ne fu il promotore. In questo progetto rientrarono anche il valico del Salmurano, quello di Verrobbio e molti altri “punti deboli” della Valle Brembana e della cresta orobica, che gli ufficiali del Genio Militare ritennero opportuno proteggere. La Linea Cadorna non era infatti una linea fortificata continua ma un insieme di opere difensive «realizzate in punti di importanza tattica con tempo, mezzi e risorse finanziarie assai limitati». Essa costituiva una sorta di catenaccio discontinuo posto a difesa dei centri nevralgici del piano padano. Le difese orobiche furono tra le ultime ad essere realizzate, in un regime di forte economia e quando ormai la guerra s’era spostata sul fronte orientale. Al Passo di Salmurano sono infatti presenti semplici trincee ottenute attraverso il taglio della roccia e la costruzione di muri a secco. Altrove alle strade di arroccamento e alle trincee si accompagnano i resti di altre peculiari strutture quali ricoveri,caserme, batterie, osservatori, camminamenti e postazioni. I passi di S. Marco e Verrobbio sono tra questi. Per la costruzione della Linea Cadorna fu reclutata anche manodopera civile di provenienza locale, costituita da giovani, donne e anziani, che suppliva con la sua opera alle croniche carenze del personale militare impegnato anche sui fronti di guerra. Nonostante i timori e l’immane sacrificio umano chiesto dal conflitto, la Linea Cadorna non fu mai una linea di guerra. Nonostante ciò i suoi molteplici segni rammentano un pezzo importante della nostra storia, del sacrificio e del lavoro di tante persone che tra queste montagne, tra mille difficoltà, lavorarono per la difesa della patria.

 

 

Tratto da: “Le guide di Altobrembo, volume V – Strade storiche, valichi e confini”, a cura di Stefano D’Adda e Marco Dusatti

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