Il sentiero della Valle dei Mulini

I LUOGHI E IL PERCORSO

La Valle dei Mulini è un breve e inciso solco che si sviluppa dalla confluenza delle valli dette Pian di Valle e Scura sino allo sbocco nel Fiume Brembo. La percorre il Torrente Canalone, toponimo che ben ne richiama la morfologia incassata.
Il tratto superiore vede la presenza di un tracciato che s’avvia dal sagrato della chiesa parrocchiale (Piazza Avis-Aido) e attualmente si attesta all’opera di presa sussidiaria dell’impianto idroelettrico Italgen.
Tracciato che la stessa Italgen, in collaborazione con il Comune di Piazzolo, nell’anno 2020 ha provveduto a riqualificare e mettere in sicurezza nell’ambito delle procedure di rinnovo della concessione di derivazione idraulica.
I lavori hanno tra gli altri portato alla riscoperta del tratto di mulattiera che scende al ponticello della Valle Pian di Valle e al recupero del lavatoio, caratterizzato da una grande vasca in cemento e da un muro perimetrale dotato di nicchia ove un tempo si appoggiavano le gerle cariche di panni. Altri elementi di spicco sono i ruderi di un mulino, da cui il nome della valle, un piccolo riparo sottoroccia e la tipica flora presente lungo l’impluvio.

L’ENERGIA DELL’ACQUA

Le acque dell’opera di presa sussidiaria del Torrente Canalone vanno ad aggiungersi, tramite condotta, a quelle della presa principale situata lungo il Fiume Brembo, a monte del bivio SP 1 – Piazzolo, la quale nel 2019 è stata oggetto di restyling per il miglioramento paesaggistico. In seguito, sempre in galleria, giungono al bacino di carico in località Frola, per poi alimentare le due turbine Francis della Centrale idroelettrica di Olmo al Brembo.
L’energia così prodotta viene trasportata al centro di smistamento di Villa di Serio, dove viene trasformata e ridistribuita in due cementerie di Italcementi e nella rete nazionale tramite un sistema di approvvigionamento energetico privato che usa esclusivamente fonti rinnovabili. Sull’opera di presa principale è attivo il rilascio del Deflusso Minimo Vitale (DMV), che in un corso d’acqua naturale deve essere presente a valle delle intercettazioni idriche per mantenere vitali gli ecosistemi presenti.

 

ALBERI ED ERBE

Il solco entro cui si snoda il sentiero della Valle dei Mulini nasce dall’incessante azione erosiva del Torrente Canalone, che incidendo il terrazzo sedimentario di Piazzolo ha originato una piccola “forra”, ossia una gola con salti di roccia e ripide pareti. In questo peculiare ambiente si è insediata una vegetazione detta “rupicola di forra”, favorita nel suo sviluppo anche dal recente abbandono di piccole aree agricole ove ancora qualche decennio fa si coltivavano cereali, ortaggi e foraggi. La componente arborea di questa consociazione vegetale è per lo più data da Tiglio selvatico, Acero di monte e Frassino maggiore, con una certa presenza di Abete rosso, mentre quella arbustiva vede prevalere Nocciolo e Sambuco. Molte sono le specie erbacee sottostanti le loro chiome: tra queste alcune felci, abitanti di anfratti e rupi, e quelle amanti della mezz’ombra, come l’Aquilegia, il Nardo e l’Elleboro.
Vi sono poi l’Ambretta, il Raponzolo, il Sigillo di Salomone e la Salvia vischiosa, frequentatori di radure e prati, e infine quelle che prediligono terreni umidi e ricchi di humus, tra cui l’Orchidea macchiata, specie protetta dalla legislazione lombarda.

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