I pittori Baschenis

Una dinastia di pittori lunga due secoli

Gli affreschi del portico quattrocentesco di San Giacomo di Averara sono solo uno degli esempi della grande cultura pittorica che per secoli pervase l’antica Valle Averara. Una cultura che trovò nelle chiese il luogo prediletto della sua espressione e nella piccola plaga brembana condizioni evidentemente favorevoli al suo sviluppo. Tra i maggiori protagonisti di questa singolare vicenda artistica vi furono i Baschenis, una stirpe di pittori e frescanti che legò la sua opera alla terra di Averara e in particolare alla piccola contrada della Colla, oggi appartenente al comune di S. Brigida. Queste poche case furono infatti la culla di artisti che operarono in molti luoghi della bergamasca e che si spinsero con alcuni loro rappresentanti sin nelle valli trentine.

Dei 18 Baschenis che tra metà Quattrocento e metà Seicento circa lasciarono traccia del loro lavoro 4 appartengono alla dinastia di Lanfranco e 14 a quella di Cristoforo. La terra altobrembana conserva alcune opere di Angelo (documentato tra il 1450 e il 1490), nella sagrestia della parrocchiale di Ornica, un tempo abside della chiesa trecentesca, e all’interno della vecchia arcipresbiterale di Santa Brigida, del ramo di Lanfranco rimangono gli affreschi che Cristoforo il Giovane (documentato tra il 1561 e il 1626) realizzò nell’Oratorio di S. Giovanni di Cusio.
Nell’ambito del grande lavoro dedicato alla stesura della guida “I pittori Baschenis. Itinerari bergamaschi” curata da Giovanni Valagussa, parallelamente alla preparazione del primo convegno di studi dedicato alla famiglia dei pittori Baschenis, tenutosi a Bergamo il 26 settembre 2020, è stato possibile attribuire ai famosi pittori altre opere in Alta Valle Brembana. A Cristoforo III Baschenis il Vecchio (?) appartiene una straordinaria Danza Macabra (1570-1580) all’esterno della Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo a Cassiglio, affreschi di Cristoforo II e Simone II ornano l’antico Oratorio di Sant’Antonio Abate alla Torre a Valtorta. Sempre in Alta Valle, nella piccola contrada di Forcella, a Bordogna di Roncobello, sono stati attribuiti tre diversi affreschi a Angelo (1470-1480), Giovanni e Battista (1495-1500) e Simone II (1525 circa).

In tutte queste opere i disegni sono semplici, seppur suggestivi e piacevoli, e la loro finalità didattica evidente: l’obiettivo degli artisti era quello di parlare alla gente comune, di comunicare il messaggio religioso attraverso scene facilmente comprensibili e personaggi ben riconoscibili.

Gran parte della fama di questi pittori si deve però ai numerosi affreschi realizzati in terra trentina, ove operarono sin dai primordi della loro attività raggiungendo con Simone II i più alti vertici qualitativi. L’ultimo Baschenis fu Evaristo (1617-1677), che nacque a Bergamo, lontano dalla Colla, e si distinse per lo stile raffinato ed elegante di una pittura eseguita quasi esclusivamente a olio. Alcune opere di Evaristo Baschenis sono custodite anche all’Accademia Carrara di Bergamo, nel 2000-2001 è stata dedicata una mostra a Evaristo Baschenis al Metropolitan Museum of Art di New York.

Ai Baschenis può essere ricondotto anche Giovanni Battista Guarinoni (1548 circa-1579), nipote di Simone II e autore della Madonna col Bambino e Sante conservata nella parrocchiale di Averara. Di una contrada di S. Brigida, la Foppa, erano anche i pittori Asenelis, di cui però si hanno scarne notizie. La più interessante è che Pietro affrescò i pilastri dell’antica parrocchiale di Santa Brigida tra il 1427 e il 1442, prima che i Baschenis avviassero la loro attività. In questa potente matrice artistica si inseriscono numerosi altri nomi di pittori caratterizzati dalla comune provenienza “da Averara”, di cui però non si conoscono le opere.

 

I NOSTRI CONSIGLI

 

Tratto da:

“Le guide di Altobrembo, volume I – Borghi, chiese ed edifici storici”, a cura di Stefano D’Adda e Marco Dusatti

“I pittori Baschenis. Itinerari bergamaschi”, a cura di Giovanni Valagussa

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